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Il torrone

Gli ingredienti del torrone sardo
Mandorle, noci o nocciole, albume d'uovo e miele: ecco gli ingredienti tradizionali del buon torrone sardo.
Recentemente si produce anche in una variante con le arachidi, destinata al commercio ambulante.
Le ostie sono fatte di amido di mais, acqua, olio vegetale e la regola le vuole in fogli sottili, tali da non influire sul gusto del torrone.

I luoghi del torrone
In tutte le sagre paesane dell'isola troverete torronai con i loro banchetti carichi di blocchi di torrone.
I centri di produzione più rinomati si trovano in Barbagia dove all'abbondanza di materie prime si unisce l'alta qualità delle stesse: delizioso miele dalla montagna e noci e nocciole dalle verdi vallate.
Al primo posto troviamo Tonara (con almeno il 90% della produzione sarda) e Aritzo, poi Guspini, Desulo e Pattada.

Originalità del torrone sardo
In Sardegna il torrone è genuino, senza aggiunta di zucchero, sciroppo di glucosio, amido o altri aromi: si scioglie in bocca senza attaccarsi ai denti e non è gommoso. Ovvero: in Sardegna il torrone se non è fatto di miele, è altro, mentre nel resto d'Italia si chiama torrone anche ciò che è altro.
A Cremona, ad esempio, la ricetta tradizionale prevede zucchero e canditi, in Lombardia invece, è diffuso il ricoperto al cioccolato, in Emilia alle mandorle si affiancano bastoncini di cioccolato e caramelle, in Abruzzo il torrone è marrone perché viene impastato con cioccolato e nocciole mentre in Veneto si usano le mandorle essiccate e non tostate. Insomma le varietà nazionali sono innumerevoli.
In Italia, benché se ne rivendichino i natali, non esiste però alcuna normativa che definisca le caratteristiche standard di questo prodotto, come invece avviene ad esempio, in Spagna. Regole a parte, la percentuale di mandorle o dell'altra frutta secca è senza dubbio un fattore decisivo in un buon torrone e influisce sia sul gusto sia sulla consistenza: si rischia di passare da un torrone con una definita percentuale di mandorle o nocciole ad uno alle mandorle o nocciole, in quantità non meglio precisata.  

proprietà nutrizionali
Il torrone sardo è sicuramente un dolce sano. Apporta circa 460 kcal/100 g, è quindi poco meno calorico del cioccolato ma ha una percentuale di grassi più bassa.
Le mandorle contengono in maggior parte grassi monoinsaturi, cioè "buoni" e ciò conferisce al torrone un pregio nutrizionale rispetto agli altri dolci generalmente ricchi di grassi saturi. Altro elemento prezioso fornito dalle mandorle è la vitamina E: un naturale agente anti-ossidante.
Il miele sardo è prodotto da inflorescenze spontanee, non trattate chimicamente, che si alternano a formare un naturale pascolo continuo.
Una porzione di torrone contiene inoltre una ricca percentuale di magnesio, potassio, ferro e zinco. 

la lavorazione tradizionale
Il torrone oggi viene prodotto con mezzi industriali ma fino a pochi anni fa veniva lavorato in casa mescolando gli ingredienti in " su cheddargiu" (paiolo in rame) sulla "forredda" (fornello costruito in mattoni). La lavorazione richiedeva una gran forza di braccia poiché il miele veniva fatto squagliare a fuoco lento e poi cotto e rimestato per quattro ore con gli albumi montati a neve. Il fuoco era alimentato da rami secchi d'agrifoglio che ha la caratteristica di bruciare senza fare fumo. A fine cottura si aggiungevano le mandorle pelate e tostate, o altra frutta secca,e si versava il tutto in apposite cassette di legno ricoperte di carta oleata e ostie. Dopo il raffreddamento, il torrone era pronto per essere tagliato e servito.

Fonte: Sardiniapoint

La nostra disponibilità: Mandorle, Noci, Limone, Mirto, Corbezzolo, Cialda.
 

Le tiricche

Ingredienti per la sfoglia :

1 kg di farina semolata
250 gr. di strutto

Ingredienti per il ripieno:

150 gr. di mandorle
1 litro di sapa (o saba)
250 gr. di farina semolata grossa
la buccia grattugiata di due arance
Preparazione :

per il ripieno : prendere la sapa di vino ed aggiungervi le mandorle finemente sminuzzate, la buccia grattugiata delle arance e la farina di semola grossa fino ad ottenere un impasto abbastanza consistente, farne dei pezzetti e creare dei rotolini uniformi.

per la sfoglia : lavorare la farina con l'acqua tiepida e aggiungere lo strutto sino ad ottenere un morbido impasto; tirare una sottile sfoglia con il matterello e ritagliare dei rettangoli di 10 centimetri. Sistemare al centro di ogni singolo rettangolino di sfoglia un pezzo di rotolino di ripieno e ripiegarne i bordi in alto sin quasi a ricoprirlo. Ripiegare ad anello ed abbellire la "chiusura" con dei fiorellini di pasta. Infornare a fuoco moderato per circa 15 minuti .


Fonte: Comune di Sorso

La nostra disponibilità: Sapa, Miele



I papassini

Ingredienti (per 6 persone): 1 kg di farina, 350 gr di zucchero, 250 gr di strutto, 5 uova, 200 gr di noci tritate, 200 gr di uvetta sultanina, 200 gr di mandorle tritate, 1 bicchiere di latte, 2 bustine di lievito, 1 limone, Per la glassa: 1 albume, 200 gr di zucchero a velo vanigliato, codette colorata
Preparazione: Versate la farina a fontana sulla spianatoia, unite le uova, lo strutto, lo zucchero, il lievito, il latte e la buccia del limone. Impastate bene il tutto (se fosse necessario aggiungete un po' di acqua) fino ad avere un composto omogeneo. Incorporatevi le noci, le mandorle e l'uva passa. Lavorate ancora per amalgamare bene. Formate dei rotoli, che schiaccerete (dovranno essere alti meno di 1 cm) tagliateli a forma di parallelepipedo e disponeteli sulla teglia ricoperta di carta forno. Lasciateli riposare per circa un ora affinché il lievito faccia il suo effetto. Infornate a 190° per circa 12 minuti. Preparate la glassa amalgamando lo zucchero e l'albume. Spalmate la glassa sui papassini e cospargete di codette.

Fonte: Snappix

La nostra disponibilità: Glassa, Noci, Uvetta
 

Gli amaretti

Ingredienti

• 1 Kg di mandorle dolci
• 300 gr di mandorle amare
• 1,200-1,300 Kg di zucchero (in base a quanto li si vuole far dolci)
• Le scorze di 4-5 limoni
• 10-12 bianchi d'uovo (a seconda della grandezza dell’uovo)
• Zucchero per la copertura q.b.
Caratteristiche


Preparazione

Normalmente le mandorle si acquistano sgusciate ma con la loro buccia marrone, quindi la prima fase della preparazione degli amaretti, prevede la pelatura delle mandorle, dopo averle rapidamente “scottate” in acqua bollente. Dopo averle sbucciate e fatte bene asciugare (eventualmente si preparano dal giorno prima e si lasciano su dei vassoi a prendere aria, o se si ha fretta si possono infilare per qualche minuto nel forno tiepido), vanno tritate finemente nel robot o mixer (insomma… quell’attrezzo elettrico multiuso, con le lame d’acciao), poi dentro una capiente bacinella o lavamani di plastica, vanno mischiate allo zucchero, alla scorze dei limoni grattugiata e ben amalgamate con le mani. Vanno quindi passate nuovamente nel robot, ovviamente poco per volta, fino ad ottenere una poltiglia della consistenza della farina bagnata e si lascia riposare conservandola dentro la bacinella ricoperta da un telo, per tutta la notte. La mattina successiva, per prima cosa si accende il forno alla massima temperatura per iniziare a farlo scaldare. Nell'impasto tritato di mandorle e zucchero vengono incorporati i bianchi d'uovo necessari ad ottenere l’impasto finale che dovrà risultare morbido, compatto e “appiccicoso”. Fatto questo, si prepara una scodella di acqua e dopo averci inumidito le mani, s’iniziano a prendere pezzi di impasto grandi poco piu' di una noce, che verranno passati tra le mani per farne delle palline, facendo attenzione che non prendano una forma irregolare, o che le dita vi lascino dei buchi. In un vassoio ricoperto di altro zucchero, si adagiano man mano le palline, che con una lieve pressione delle dita si schiacciano leggermente per farvi attaccare lo zucchero. Disporre dunque le palline nella teglia da forno (quella in lamiera, adatta per i dolci), preferibilmente su un foglio di cartaforno, appoggiandole sul verso non zuccherato distanziandole adeguatamente tra loro perché, durante la cottura, gli amaretti prendono volume. A questo punto si può iniziare l’infornata della prima teglia, dopo aver abbasato la temperatura a circa 170-180°C (ovviamente ognuno regola il proprio forno come d’abitudine), e si lascerà cuocere per il tempo necessario che potrà essere quantificato solo col tempo e l’esperienza. L’importante è tener d’occhio il forno, controllando che gli amaretti, una volta gonfi e con la superficie che inizia a “creparsi” (avete presente il terreno arso di un deserto?), non diventino più scuri di un caldo color miele-nocciola. Ovviamente, nel frattempo che la prima infornata sta cuocendo, preparare la successiva e così via a rotazione fino all’esaurimento dell’impasto: suggerisco infatti di tenere a portata di mano almeno 3 teglie. Dopo aver fatto raffreddare gli amaretti ottenuti, che dovranno avere una crosta sovrastante, lucida e croccante, e un cuore morbidissimo, si dovranno disporre su un grande cesto di paglia intrecciata o su dei vassoi di cartone, senza sovrapporli tra loro, per evitare che si attacchino e quindi che si rovinino.


Presentazione

Una ricetta tramandata nel tempo per questi dolcetti tipici che per il loro aspetto, fragranza e il sapore sono sempre apprezzati e attualissimi! Ottimi infatti, da regalare in ogni occasione, ma anche a Natale al posto del tradizionale panettone!!

Fonte: Cosa cucino

La nostra disponibilità: Piccoli e soffici, Grandi e croccanti fuori con cuore soffice.
 

Sospiri e Guelfos

Ingredienti (ricetta base):

3 albumi
300 gr. di zucchero
300 gr. di mandorle
scorza di un limone
qualche scorzetta di arancia candita
1 bustina di vanillina



Preparazione:
Montare gli albumi a neve, poi aggiungere 2/3 dello zucchero e le mandorle tritate fini insieme al rimanente zucchero e alle scorzette di arancia candita e di limone. Mettere sul fuoco, mescolando continuamente per 10-15 minuti.

Quando il composto è ben rassodato farlo raffreddare quasi completamente e con le mani inumidite confezionare delle palline grosse come una noce.

Cospargere di zucchero a velo e incartare in carta velina colorata.

Fonte: Ricette semplici

La nostra disponibilità: Glassati, Al limone, Al mirto, Al corbezzolo, Al cioccolato.
 

Le Ciccioneddas

Finissimi pasticcini con ripieno, disponibile in piu' versioni:

- Alla ciliegia: con ripieno di confettura di ciliegia, si ispirano alla antica tradizione sarda.

- All'albicocca: con ripieno di confettura di albicocca.

- Alla nocciola: con ripieno di crema di nocciola.

Confezione gr. 300

La nostra disponibilità: Ciliegia, Albicocca, Nocciola


I savoiardi

INGREDIENTI
Uova intere 9 piu' 3 tuorli,
zucchero 350 grammi
farina buona ma veramente buona 350 grammi
 

Separate le 9 chiare dai 9 tuorli, unite ai 9 tuorli i 3 tuorli a parte da soli, e cominciate a montare i 12 tuorli risultanti, per bene fino che sono montati proprio bianchi spumosi, e a parte si montano a neve i 9 chiari.
Quando i chiari sono montati per bene si uniscono a i tuorli, incorporando delicatamente in modo da non smontare nulla, indi si incorpora la farina setacciandola delicatamente e non buttandola a badile dentro al composto. Ricordate che la farina si incorpora mescolando delicatamente dal basso all' alto, fino che tutto e' incorporato. con una schiumarola si mette in una tasca di quelle tedesche buona da pasticceria mi', con il cornetto numero 18 e si tirano sulla placca foderata di carta forno; si tirano con la tasca delle aste come essere a scuola nei bei tempi in cui si imparavano le aste all' inizio delle elementari, ma non troppo vicine in modo che non possano in cottura schiacciarsi tra loro, comunque se l' impasto e' stato fatto bene non si devono muovere. Si spolvera col passino fine prima dello zucchero a velo e poi una passata di zucchero semolato che in cottura deve dare quella bella crosticina luccicante. Qualcuno toglie lo zucchero in eccesso dalla placca prima di infornare. nel forno da pasticceria si cuoce a 220, mentre in un forno da casa si tiene solo a 180.

Fonte: Gennarino.org

La nostra disponibilità: Savoiardi, Biscotteddos


Pan'e saba

Ingredienti:
500 grammi di farina
1 bicchiere di sapa
200 grammi di uva passa
200 grammi di noci
50 grammi di pinoli
50 grammi di mandorle spellate
25 grammi di lievito di birra
10 grammi di cannella  
sale quanto basta 

E' un dolce tradizionale della festa di ognissanti, il periodo della vendemmia e della produzione del mosto che, bollito, dava vita alla sapa: un liquore molto denso e scuro, dal sapore dolcissimo, che nel Campidano e nel Nuorese è ingrediente fondamentale anche per altri dolci come is papassinas o su pistiddu. 

Sciogliete in acqua tiepida il lievito di birra, si unisce in una terrina alla farina ed alla sapa, versata a pioggia ed amalgamata a mano.
A parte, sminuzzate la frutta secca e lasciate ammorbidire l'uva passa per qualche minuto in acqua fresca.

Scolata l'uvetta, unitela assieme alla frutta secca all'impasto, aggiungendo il sale e la cannella, ed impastate ancora fino ad ottenere un composto morbido e uniforme. A questo punto lasciate riposare l'impasto per due ore circa, coprendolo con una coperta di lana. 

Dopo la lievitazione, dividete l'impasto in panetti più piccoli e infornateli; l'ideale sarebbe avere a disposizione un forno da pane, ma per la versione "casalinga" è sufficiente una teglia o degli stampi imburrati con forno caldo (200°) e cottura di un'ora circa.

Quando è ancora tiepido, spennellate i pani con altra sapa e, a piacere, guarnitelo con palline o treccine di zucchero e mandorle in superficie.

 

Copulettas

Per fare questo dolce delicatissimo, occorrono:
per la sfoglia 500 gr. di farina, 200 di zucchero, 150 di strutto, 15 di ammoniaca, 1 pizzico di vanillina e la buccia grat. di mezzo limone.
Impastate il tutto e fatene un sfoglia sottilissima.

Per il ripieno servono
250 gr. di mandorle dolci, pelate, tostate e macinate fini, 250 di zucchero, 2 albumi montati a neve, 1 cucchiaio di miele, poco meno di una bustina di vanillina, ½ limone grat.
Per la glassa:
zucchero a velo e albume

Con un taglia pasta a fiore ricavate dei dischetti da 7- 8 cm di diametro, mettete mezzo cucchiaio di ripieno in ognuno e ripiegate la sfoglia in modo da ottenere una mezzaluna. Con uno stuzzicadenti incidete ogni “petalo” in più punti e infornate a 120° per 20 minuti. Una volta raffreddate, fate una glassa con zucchero a velo ed albume e decorate con palline argentate.

Fonte: Mariantonietta, membro di www.coquinaria.it


 

Bianchini

Ingredienti
150g di albumi a temperatura ambiente-
2 cucchiai di succo di limone-
300g di zucchero semolato-
scorza grattugiata di 1 limone-
150g di mandorle tostate e tagliate nel senso della lunghezza

Versare gli albumi nella ciotola dello sbattitore e montarli parzialmente col succo del limone; poi unire, prima la metà dello zucchero.Appena diventerà ben sodo,unire lo zucchero restante.
A sbattitore spento, aggiungere le scorza del limone e le mandorle, amalgamando delicatamente con la frusta, dal basso verso l' alto.
Con l'aiuto di un cucchiaio, posare sulla tegli rivestita di carta forno, una quantità di meringa grande all'incirca come un mandarino, non cercate di dargli una forma precisa... decoratelo con della mempariglia colorata.
Mettete nel forno preriscaldato a 100° per circa un'ora e mezza.
I bianchini dovranno "cuocere" e gonfiarsi senza scurire.
Non tentate di staccarli dalla carta appena tolti dal forno, perchè potrebbero rovinarsi.

Fonte: www.kucinare.it


Pistiddu

Ingredienti per l'impasto: 3 l di acqua, 1 kg di zucchero, 1,5 kg di miele e 0,700 kg di semola di grano duro.

Lavorazione: Mettere, in una pentola capiente, l'acqua e tutti gli altri ingredienti, portare ad ebollizione e lasciare bollire per circa due ore, quindi, aggiungere la scorza grattugiata di un limone e di un arancio, dei chiodi di garofano, della cannella e 150 gr di sapa.
Continuare la cottura per circa 30 minuti, quindi suddividere in piccoli porzioni e lasciare raffreddare.

Ricoprire il tutto con della pasta di semola fatta con acqua, semola, lievito di birra e mettere in forno a 180°C per 12 minuti.

Fonte: www.prodottitipici.com


Aranzada

Ingredienti:
500 gr di buccia d'arancia, 500 gr di miele, 100 gr di zucchero, 150 gr di mandorle

Preparazione:
 
dopo aver tolto la parte bianca sottostante la buccia dell'arancia, tagliarla a listarelle dello spessore di due millimetri e della lunghezza di 5-6 centimetri. metterle a bagno per 5 giorni avendo cura di cambiare l'acqua quotidianamente perché la buccia perda il suo sapore amarognolo. dopo il quinto giorno, scolare l'acqua, mettere le listarelle in un tegame sul fuoco basso, ed aggiungere il miele. mescolare spesso e con cura fino a che le listerelle non hanno assorbito tutto il miele. a questo punto aggiungere nel tegame lo zucchero e le mandorle, le quali in precedenza saranno state sbucciate e pestate fino ad ottenere una pasta omogenea. rovesciare il preparato su di un foglio di carta stagnola e livellare con un mattarello fino a raggiungere lo spessore uniforme desiderato (di norma un centimetro e mezzo); lasciare riposare qualche ora. tagliare poi con un coltello nelle forme e nelle dimensioni desiderate; oppure sistemare nelle apposite coppette.

Fonte: www.ricettepercucinare.com


Seadas

Ingredienti per 10-12 persone:

· 1 Kg di formaggio pecorino (o misto) fresco
· mezzo Kg di semola fina di grano duro
· 3 uova
· qualche cucchiaiata di strutto fresco
· la scorza grattugiata di due arance
· olio d’oliva
· un pizzico di sale
· il succo di un limone
· zucchero o miele sciolto a bagnomaria

Il formaggio dev’essere necessariamente fresco (4-5 giorni di stagionatura) e molto grasso: per renderlo ancora più morbido può essere immerso per circa 10 minuti in acqua bollente tolta dal fuoco. Va quindi strizzato e fatto sgocciolare.

Impastare la semola con le uova, il pizzico di sale sciolto in una cucchiaiata d’acqua e lo strutto. Lavorare bene la pasta fino a raggiungere una consistenza elastica e morbida: lasciarla quindi riposare.

Nel frattempo grattugiare il formaggio ed impastarlo poi con la scorza di limone ugualmente grattugiata.

A questo punto riprendere la pasta e cominciare a tirarla, così da ottenere una sfoglia sottile: ritagliarla dunque in tanti dischi, usando l’apposita rotella o semplicemente la forma di una tazza.

Distribuire su un disco una buona quantità dell’impasto precedentemente preparato e sovrapporre un altro disco di pasta, saldandone bene i bordi. Per facilitare quest’operazione, si consiglia di inumidire leggermente gli orli da congiungere con albume d’uovo.

Procedere al riempimento e la chiusura di tutti i dischi: le seadas sono pronte.

Friggerle quindi in abbondante olio d’oliva, ben caldo, per circa un minuto: le seadas devono risultare delicatamente dorate.

Vanno servite calde, dopo averle cosparse di zucchero o di un velo di miele liquefatto.

Fonte: www.seadas.it

 

 

I nostri prodotti

 
 
Torrone
 
Papassinos
 
Pistokkedos
 
Guelfos ruvidos
 
Amarettos de Mendula - Guelfos
 
Marigosos
 
Ciambellas
 
Su Gattò de Mendula
 
Durke
 
Aranzada - Corikkeddos
 
Casadinas
 
Bistoccos sardos
 
Crostata (al mirtillo e all'albicocca)
 
Canisteddas, Ciambelle (al cioccolato e al mirtillo), Manzanos, Isteddos
 
Amarettos, Tilicas, Copolettas, Guelfos, Petit four
 
Papassinos (tradizionali, tradizionali con glassa, anice e noci)
 
Isposos, Baroniesa, Pescas, Moddhizosas, Pinpirinadas
 
Pistiddu (sapa e miele), Cocconedhu, Casatinas (formaggio, ricotta), Fagottini
 
Cartò fette, Cartò pirottini, Marigosos, Aranzata
 
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Torrone Poddie Snc
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08039 Tonara (NU)

Dolciumi - Produzione
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NANNI TIPICI DOLCI SARDI
(di FRANCO ANTONELLO NANNI)
VIA NAZIONALE, 214 - 08028 - OROSEI (NU):
Email : dolcisardinanni@tin.it
Telefono : 0784_919028
Fax : 0784_919170

 

Torronificio Tore
VIA GALLURA 1
08039 TONARA NU
Tel. (0039) 078463302
Fax (0039) 0784610219
http://www.torronificiotore.com

 

Tre Janas s.r.l. -
Predda Niedda str. 50
07100 Sassari
Tel. 079 2673080
Fax 079 2677012
http://www.trejanas.it

 

Pruneddu Salvatore & C. s.n.c.
via Ing. Porru, 5
08039 TONARA (NU)
tel. 0784 63805;
fax 0784 63279

http://www.pruneddu.it

 

Sarda Dolciumi Snc
Via Tienanmen 25
07026 Olbia (OT)
Tel: 078928397